MENU
1. Il cronografo: definizione e posizione tra le complicazioni
Il cronografo è una complicazione orologiera che permette di misurare intervalli di tempo brevi, indipendentemente dall’indicazione dell’ora. La sua vocazione è esclusivamente metrologica: misura una durata, inizia e si ferma su comando, e può essere azzerato.
Il termine «cronografo» è formato dal greco χρόνος (chronos, tempo) e γράφειν (graphein, tracciare). Il nome evoca l’origine storica dello strumento: i primi cronografi, nel XIX secolo, depositavano una traccia d’inchiostro su un quadrante per materializzare l’istante misurato. La lancetta inchiostratrice segnava l’istante di partenza e quello di arresto con un tratto visibile.
La complicazione è apparsa sotto forma di orologio da tasca durante la prima metà del XIX secolo. Il cronografo da polso si è sviluppato a partire dall’inizio del XX secolo, per rispondere alle esigenze dei militari, dei navigatori, dei medici e dei piloti. Oggi è una delle complicazioni meccaniche più diffuse nell’orologeria.
Il Cronografo a due pulsanti è la forma standard e più diffusa del Cronografo meccanico moderno. Si distingue dal Cronografo monopulsante per la separazione funzionale tra il Pulsante di avvio/arresto e quello di azzeramento. Questa architettura conferisce all’utilizzatore un controllo totale e intuitivo delle tre operazioni di misurazione.
2. Il principio dei tre tempi
Il termine «tre tempi» indica la sequenza operativa fondamentale del Cronografo. Questa sequenza comprende tre azioni distinte e successive: la partenza, l’arresto e l’azzeramento. Ciascuna di queste azioni corrisponde a una posizione meccanica diversa degli organi di comando del Cronografo.
La prima azione, l’avvio, aziona il trascinamento della ruota di cronografo tramite il rotismo di base dell’orologio. In questo istante, la lancetta centrale del cronografo entra in rotazione e i contatori si animano simultaneamente. Il rotismo di cronografo è così collegato alla fonte di energia del movimento.
La seconda azione, l’arresto, interrompe questo trascinamento. La ruota di cronografo viene immobilizzata nella posizione raggiunta. La lancetta di cronografo si ferma, conservando il valore misurato. Il rotismo di base continua a funzionare normalmente per l’indicazione dell’ora. Il cronografo può essere riavviato da questa posizione, riprendendo la misurazione senza perdita dell’intervallo precedente.
La terza azione, l’azzeramento, è possibile solo quando il cronografo è fermo. Riporta istantaneamente tutte le lancette di cronografo e tutti i contatori alla posizione zero, tramite l’azione dei martelletti sui cuori di azzeramento. Il meccanismo è quindi pronto per una nuova misurazione.
3. I due pulsanti e il loro ruolo
Il cronografo a due pulsanti dispone di due organi di comando indipendenti generalmente collocati nella Carrure, da entrambi i lati della Corona. Il primo pulsante è generalmente posizionato alle ore 2, il secondo alle ore 4. Esistono anche posizioni alle ore 8 e 10 a seconda dell’architettura del movimento e delle scelte estetiche del fabbricante.
Il primo pulsante comanda alternativamente l’avvio e l’arresto. Ogni pressione fa passare il meccanismo da uno stato all’altro. Quando il cronografo è fermo, una pressione lo avvia; quando è in funzione, una pressione lo arresta. Questa logica a leva a bilico corrisponde a una permutazione meccanica comandata dalla ruota a colonne o dalla navetta (camma di comando).
Il secondo pulsante comanda esclusivamente l’azzeramento. È meccanicamente inattivo quando il cronografo è in funzione.
La separazione delle funzioni tra i due pulsanti costituisce il vantaggio funzionale principale del cronografo a due pulsanti rispetto al monopulsante. Essa permette di cumulare diverse misurazioni e di fermare il cronografo, di leggere il valore misurato, per poi azzerarlo deliberatamente, senza rischio di azzeramento involontario dovuto a una doppia pressione maldestra.
4. La ruota a colonne
4.1 Architettura e funzionamento
La ruota a colonne è l’organo di sequenziamento più caratteristico dei cronografi di alta qualità. Essa definisce le posizioni attive delle leve di comando secondo un programma meccanico preciso. La sua forma è riconoscibile: una serie di colonne verticali equidistanti si alternano a intagli sulla sua periferia superiore.
Ad ogni pressione del pulsante di avvio/arresto, la ruota a colonne avanza di un passo. Viene azionata da un becco o da un cricchetto azionato dal pulsante. L’alternanza di colonne e intagli determina la posizione alta o bassa delle leve di comando che vi poggiano contro. In posizione alta — su una colonna — una leva attiva o disattiva una funzione. In posizione bassa — in un intaglio — occupa la posizione opposta.
La ruota a colonne codifica così l’intera sequenza degli stati del Cronografo: arresto in posizione zero, in marcia, arresto su misura. Il numero di colonne è generalmente un multiplo di tre, il più delle volte sei. Alcuni Calibro utilizzano ruote a sette o otto colonne a seconda della complessità delle funzioni da comandare.
4.2 Qualità di esecuzione e valore tecnico
La ruota a colonne è realizzata tradizionalmente in Acciaio temprato. La precisione del suo profilo condiziona direttamente la qualità di funzionamento del Cronografo.
La presenza di una ruota a colonne è un indicatore di qualità riconosciuto nella tradizione orologiera. La sua fabbricazione è più complessa e più costosa di quella di una navetta (camma di comando). Conferisce allo scatto del cronografo una precisione e una dolcezza superiori.
6. L’innesto del cronografo
6.1 L’innesto orizzontale
L’innesto è il meccanismo che collega o scollega il rotismo del cronografo dal rotismo di finitura dell’orologio. È l’organo centrale che avvia e arresta il cronografo. Due tipi di innesto dominano la produzione orologiera: l’innesto orizzontale e l’innesto verticale.
L’innesto orizzontale, chiamato anche innesto, è il più antico e il più diffuso. Si basa su una ruota di accoppiamento che entra in presa laterale con una ruota del rotismo di finitura (generalmente la Ruota dei secondi) all’avvio. All’arresto, una leva comandata dalla ruota a colonne allontana questa ruota di accoppiamento, interrompendo la presa.
La messa in presa laterale di due ruote dentate implica inevitabilmente un leggero salto dellaLancetta del Cronografo all’avvio, dovuto al contatto tra i denti. Questo fenomeno, insito nella concezione, può essere ridotto con una cura particolare dedicata alla qualità dell’ingranaggio e al profilo dei denti, ma non può essere totalmente eliminato con un Innesto orizzontale.
6.2 L’Innesto verticale
L’Innesto verticale è una concezione più recente, considerata superiore dal punto di vista del funzionamento. Si basa su un ingranamento assiale: la ruota del Cronografo è permanentemente in presa con il Rotismo di finissaggio, ma collegata o scollegata mediante uno spostamento assiale. Il collegamento avviene per contatto di superfici lucidate piuttosto che per ingranamento di denti.
La messa in moto tramite innesto verticale non genera alcun salto della lancetta del cronografo. La presa è istantanea e senza urti sulle dentature. La lancetta del cronografo parte senza scatti dalla posizione zero. Questo funzionamento è percettibilmente più preciso rispetto a quello di un innesto orizzontale.
L’innesto verticale è meccanicamente più complesso e più esigente da regolare. Richiede una planarità e un parallelismo estremamente precisi delle superfici di frizione.
7. La ruota del cronografo e i contatori
La ruota del cronografo, spesso chiamata ruota dei secondi del cronografo, è la ruota centrale del meccanismo di misurazione. Compie un giro completo in sessanta secondi quando il cronografo è in funzione. Il suo asse porta la lancetta centrale del cronografo, principale lancetta di lettura. La sua posizione zero, a ore 12, viene regolata con precisione durante l’assemblaggio.
Il rotismo del cronografo si compone di un insieme di ruote interposte tra la ruota del cronografo e i contatori. Assicura la riduzione necessaria per azionare il contatore dei minuti — 60 secondi equivalenti a un avanzamento del contatore — e, se presente, il contatore delle ore. Queste ruote di riduzione sono indipendenti dal rotismo di base; girano solo quando il cronografo è in funzione.
Il rapporto di trasmissione tra la ruota dei secondi del cronografo e il contatore dei minuti è di 1:60. Ogni giro della ruota dei secondi corrisponde a un passo di avanzamento del contatore dei minuti. Questo salto è semi-istantaneo o istantaneo, generalmente comandato da un meccanismo a becco e una molla.
La precisione dell’indicazione cronografica è direttamente legata alla qualità del rotismo. Il gioco tra i denti, la regolarità del profilo e il trattamento delle superfici condizionano la fedeltà della misurazione.
8. L’azzeramento
8.1 I cuori di azzeramento
L’azzeramento del cronografo è garantito da un meccanismo a cuori e martelli. Ogni lancetta del cronografo — la lancetta centrale dei secondi, quella del contatore dei minuti ed eventualmente quella del contatore delle ore — è solidale a un cuore di azzeramento. Questo cuore è una camma a forma di cuore il cui profilo è studiato per riportare l’asse alla posizione zero indipendentemente dalla posizione di partenza.
Il profilo a cuore è una soluzione geometrica fondamentale: quando il martello colpisce il cuore, il punto di contatto sul profilo e la forza applicata generano sempre una coppia che riporta il cuore verso la sua posizione di riposo. Non esiste alcuna posizione angolare del cuore in cui il martello possa mantenerlo in una posizione diversa da zero. Questa proprietà geometrica garantisce l’affidabilità assoluta dell’azzeramento.
La qualità di fabbricazione dei cuori è critica. Un profilo impreciso può portare a un azzeramento non corretto, con la lancetta che si ferma leggermente fuori dalla posizione zero. Questo errore, anche minimo, compromette la precisione della misurazione successiva. I cuori sono realizzati in acciaio, con un profilo lavorato con la massima cura.
8.2 I martelli di azzeramento
I martelli sono le leve che colpiscono i cuori durante l’azzeramento. Comandati dal secondo Pulsante (di azzeramento) tramite le leve di trasmissione e la ruota a colonna o la Camma, essi basculano simultaneamente e percuotono i cuori ad ogni azzeramento, riportando tutte le Lancette del Cronografo a zero in un’unica azione.
La simultaneità dell’azione dei martelli è una condizione essenziale. Una sincronizzazione imperfetta è visibile alla semplice osservazione delle Lancette e rappresenta un difetto di qualità significativo.
Dopo aver colpito i cuori, i martelli vengono richiamati in posizione di riposo dalle loro molle proprie. Questa molla viene regolata con cura: una molla troppo forte rischia di rimbalzare sul cuore dopo il primo contatto, creando un azzeramento impreciso; una molla troppo debole non garantisce il corretto ritorno del martello. Questa Regolazione fine è una delle operazioni più delicate dell’Assemblaggio di un Cronografo.
9. I contatori
9.1 Il Contatore dei minuti
Il Contatore dei minuti indica il numero di minuti trascorsi dall’avvio del Cronografo. Viene azionato dalla Ruota dei secondi del Cronografo tramite un Dito o un sistema a Leva a bilico. Ogni volta che la Ruota dei secondi ha compiuto un giro completo — ovvero a ogni minuto trascorso — il Contatore dei minuti avanza di uno scatto.
Il Contatore dei minuti è generalmente visualizzato su un Quadrante riportato di dimensioni più piccole rispetto al Quadrante principale. La sua posizione abituale è a ore 3, 6 o 9 a seconda della disposizione scelta dal fabbricante. La sua capacità è di 15, 30 o 60 minuti a seconda del Calibro. Il Contatore a 30 o a 60 minuti è il più comune nei Cronografi moderni.
9.2 Il Contatore delle ore
Il Contatore delle ore indica il numero di ore trascorse dall’avvio. Il suo meccanismo è analogo a quello del Contatore dei minuti: azionato da quest’ultimo tramite un Dito o un sistema a Leva a bilico, avanza di uno scatto a ogni ora trascorsa.
La capacità più diffusa è di 12 ore, che consente misurazioni continue fino a mezza giornata. Alcuni calibri dispongono di un contatore di 24 ore. Il contatore delle ore è generalmente visualizzato su un quadrante riportato opposto al contatore dei minuti.
I cronografi privi di contatore delle ore sono designati in base alla loro capacità massima in minuti. La presenza del contatore delle ore aggiunge una dimensione funzionale significativa per le misurazioni di lunga durata e contribuisce all’equilibrio visivo del quadrante.
10. Le modalità di visualizzazione
10.1 La lancetta centrale e i quadranti riportati
La visualizzazione principale del cronografo è assicurata dalla lancetta centrale dei secondi, che compie un giro al minuto sul quadrante principale. Questa lancetta è solidale con l’asse della ruota dei secondi di cronografo e offre la migliore risoluzione di lettura. Su un quadrante da 38 a 42 mm, l’arco tra due secondi rappresenta circa 4-5 mm, permettendo una stima al quinto, o addirittura al decimo di secondo a seconda della frequenza nominale del movimento.
I quadranti riportati del contatore dei minuti e del contatore delle ore completano la visualizzazione. La loro disposizione sul quadrante principale è una decisione architettonica importante. La disposizione tricompax — tre quadranti riportati a ore 3, 6 e 9 — è una delle più diffuse. In questo caso, il terzo contatore indica i secondi relativi all’ora. La disposizione bicompax raggruppa due quadranti riportati a ore 3 e 9, oppure a ore 9 per i minuti e a ore 6 per le ore. L’indicazione dei secondi dell’ora corrente occupa generalmente lo spazio opposto.
10.2 L’indicazione delle frazioni di secondo
La graduazione percorsa dalla Lancetta dei secondi del Cronografo è comunemente suddivisa in frazioni. Questa suddivisione del secondo dipende dalla Frequenza delle oscillazioni dell’Organo regolatore. Così, se l’Organo regolatore oscilla a 2,5 Hz, la Lancetta dei secondi del Cronografo effettuerà cinque salti al secondo e la lettura del Cronografo raggiungerà una precisione di un quinto di secondo. Se l’Organo regolatore oscilla a 5 Hz, la Lancetta dei secondi del Cronografo effettuerà dieci salti al secondo e la lettura del Cronografo raggiungerà una precisione di un decimo di secondo.
11. Il Cronografo nelle grandi Complicazioni
Il Cronografo a due Pulsanti si combina frequentemente con altre Complicazioni negli orologi di alta orologeria. L’abbinamento più diffuso è il cronografo-calendario, che combina la misurazione del Tempo con l’indicazione della Data / Datario e del Giorno. I cronografi-calendario perpetuo rappresentano una sfida meccanica considerevole, che richiede l’integrazione di due meccanismi complessi in un’unica cassa.
La combinazione del cronografo con le suonerie (Ripetizione minuti) costituisce una delle associazioni più impegnative dell’alta orologeria. Richiede una gestione rigorosa dell’energia disponibile e un’architettura del movimento che permetta alla suoneria e al cronografo di funzionare simultaneamente senza interferenze meccaniche.
Il Cronografo Flybackè una variante funzionale del cronografo a due pulsanti. Permette di azzerare e riavviare istantaneamente il cronografo con una sola pressione del secondo pulsante. Questa azione simultanea — azzeramento e riavvio — elimina il tempo morto tra due misurazioni successive, particolarmente utile per le misurazioni ripetitive di breve durata.
Il Cronografo a rattrapante, è una variante che offre un terzo pulsante che comanda una lancetta di rattrapante. Questa lancetta segue la lancetta principale, ma può essere fermata momentaneamente per rilevare un tempo intermedio, per poi essere richiamata per raggiungere la lancetta principale. Questa funzione consente la misurazione simultanea di due eventi che condividono lo stesso tempo di partenza.
12. Il cronografo a due pulsanti nella tradizione orologiera
Il cronografo a due pulsanti rappresenta il culmine di oltre un secolo di evoluzione tecnica. La sua forma più emblematica, con ruota a colonne, innesto orizzontale e azzeramento a cuori, si è stabilizzata nella prima metà del 20° secolo. I grandi calibri del periodo 1930–1970 hanno definito le architetture che rimangono i riferimenti tecnici della complicazione.
La fabbricazione di un cronografo a due pulsanti comporta un numero di componenti notevolmente superiore rispetto a un movimento semplice. Un calibro di cronografo comune conta tra 250 e 350 componenti, contro 120-180 di un calibro senza complicazioni. Ciascuno di questi componenti supplementari richiede una fabbricazione, un controllo e un assemblaggio precisi. L’assemblaggio di un cronografo è significativamente più lungo e più impegnativo rispetto a quello di un movimento base.
Il cronografo a due pulsanti resta oggi una delle complicazioni meccaniche più richieste. La sua presenza nella produzione orologiera copre tutti i livelli di gamma, dai calibri di manifattura d’alta orologeria agli abbozzi di produzione industriale.
Questa pagina è stata tradotta automaticamente dalla versione francese di riferimento tramite uno strumento di intelligenza artificiale. Possono sussistere errori o imprecisioni. Se ne riscontrate, in particolare se si tratta della vostra lingua madre, non esitate a segnalarcele a info@horopedia.org. Il vostro contributo ci aiuta a migliorare la qualità dell'enciclopedia.
In attesa della loro traduzione, le immagini e i video restano temporaneamente visualizzati in francese.
Grazie per la vostra comprensione.



