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1. Lo stampaggio con pressa a bilanciere
2. Introduzione
Fin dal XVI secolo, i gioielli e le monete, poi i componenti meccanici, vengono modellati, sagomati e/o tagliati con l’ausilio di presse per stampaggio. Lo Stampaggio consente una riproducibilità identica di forme e motivi complessi, con costi di produzione inferiori e decrescenti.
3. Stampo, Matrice e punzone
Lo Stampaggio richiede la fabbricazione di utensili di taglio specifici per ogni disegno del componente: lo stampo.
Lo stampo è composto da due elementi: la matrice e il punzone.
La Matrice è una lastra di metallo duro (generalmente Acciaio) nella quale viene tagliato e svuotato il contorno del componente da fabbricare (negativo). Il punzone è fabbricato nello stesso metallo della matrice e lavorato in positivo secondo lo stesso profilo. Il materiale viene punzonato (tagliato), imbutito o piegato dalla pressione esercitata dal punzone attraverso la matrice.
4. Qualità e durabilità a costi decrescenti
La fabbricazione degli utensili di taglio (punzone e matrice) richiede una solida competenza e lunghe ore di lavoro, spesso di natura artigianale. Questa tecnologia comporta quindi ingenti costi di attrezzaggio. Questi si riducono logicamente con il progredire della produzione. Tanto più che gli stampi hanno una durata di vita che può ammontare a decine, se non centinaia di anni, e raggiungere volumi di produzione quasi illimitati.
Rispetto ad altri modi di produzione (torni automatici, centri di lavorazione, macchine a elettroerosione), le macchine richiedono poche regolazioni e l’avvio della produzione è significativamente più rapido. Inoltre, anche le macchine automatizzate, in grado talvolta di produrre diverse decine di componenti al minuto, non richiedono alcuna programmazione numerica.
5. Versatilità
La maggior parte dei metalli utilizzati in orologeria può essere stampata (oro, platina, acciai, ottoni, alluminio, ecc.). Lo stampaggio viene utilizzato per produrre componenti del movimento (ruote dentate, molle, ancore, ecc.) e componenti esterni (casse, quadranti, cinturini, ecc.). La sollecitazione esercitata sul materiale durante lo stampaggio genera tensioni strutturali. Lo stampaggio implica trattamenti termici (ricotture) per eliminare queste tensioni.
6. Una tecnologia ancestrale e del futuro
Molto sviluppata fino al 1980, la produzione di componenti orologieri tramite stampaggio ha conosciuto, da allora, un netto declino con la comparsa dei primi centri di lavorazione e delle macchine a controllo numerico. Paradossalmente, sono proprio queste macchine che permettono oggi di fabbricare matrici più complesse e meno costose da produrre e, quindi, di rilanciare l’attività di stampaggio.
7. Le presse a bilanciere
Ancora presente in numerose officine orologiere, la pressa a bilanciere è una macchina per il taglio, l’imbutitura o la piegatura meccanica azionata manualmente. Secondo la loro costruzione e le loro dimensioni, le presse a bilanciere possono essere posate al suolo o fissate a un banco da lavoro.
Elementi e funzionamento di una pressa a bilanciere
Il corpo della macchina è generalmente in fusione di acciaio.
Un tavolo orizzontale e piano occupa il centro del suo corpo. È su questo tavolo che la Matrice viene posizionata e fissata.
Il tavolo è sormontato da un arco attraversato verticalmente da una vite senza fine.
Il punzone si fissa all’estremità inferiore della vite senza fine.
È posizionato e guidato da slitte verticali.
Una grande leva orizzontale è fissata dal suo centro alla sommità della vite senza fine e azionata tramite un accoppiamento quadro.
Dei pesi sono generalmente disposti alle estremità dei due braccidella leva al fine di aumentarne l’inerzia.
Il materiale da stampare è posizionato al centro dell’asse verticale. L’artigiano mette in rotazione il bilanciere formato dalla leva e dai suoi pesi. Grazie all’azione della vite senza fine, il punzone scende verticalmente fino alla profondità desiderata (attraverso il materiale e la matrice per un taglio). In base al passo della vite senza fine, l’angolo necessario perché il bilanciere effettui una battuta, così come la velocità di spostamento del punzone, potranno essere adattati al tipo di operazioni a cui la pressa è destinata.
Forze di pressione
La pressione esercitata sul materiale dipende qui dall’inerzia del bilanciere e dalla forza esercitata dall’operatore (artigiano).
La maggior parte delle presse a bilanciere utilizzate oggigiorno ha potenze comprese tra qualche centinaio di chilogrammi e qualche tonnellata.
8. Le presse idrauliche
Il principio di funzionamento di una pressa idraulica è simile a quello di una pressa a bilanciere.
Elementi e funzionamento di una pressa idraulica
Al posto di la vite senza fine, sono dei cilindri idraulici ad azionare il punzone.
I pistoni idraulici permettono di moltiplicare considerevolmente l’energia fornita alla macchina e di raggiungere potenze elevate.
Forze di pressione
Le presse idrauliche utilizzate nell’orologeria esercitano pressioni comprese tra 1 e 200 tonnellate.
Presse manuali, automatiche e stampaggio progressivo
Alcune presse richiedono manipolazioni tra ogni battuta (rimozione del pezzo tranciato, riposizionamento del materiale grezzo in vista della battuta successiva). Altre macchine sono automatiche. In questo caso, un’animazione (generalmente idraulica) permette di espellere e raccogliere il componente tranciato, e di far avanzare il nastro di materiale grezzo o un caricatore (tramite perforazioni, alla maniera di una pellicola cinematografica) per effettuare la battuta successiva. Questo principio permette ad alcune presse di ricevere stampi che sequenziano più operazioni di battuta successive. Si parla allora di stampaggio progressivo.
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