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1. Definizione e finalità della complicazione
L’orologio-sveglia costituisce una delle più antiche complicazioni dell’orologeria meccanica. Infatti, le suonerie al passaggio ornavano già i primi orologi meccanici, ben prima che questi visualizzassero l’ora su un quadrante a lancette. Questa complicazione risponde a un’esigenza universale: segnalare l’ora programmata con un segnale sonoro udibile.
Oggi, la sveglia si distingue sia negli orologi da polso che nelle sveglie da tavolo. Particolarmente apprezzata dai viaggiatori, rimane una delle complicazioni più utili nella vita quotidiana.
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2. Una fonte di energia indipendente
Per funzionare in modo autonomo, il meccanismo della sveglia meccanica richiede una propria fonte di energia. Per questo è dotato di un bariletto dedicato, distinto da quello che alimenta il movimento orario principale. A questo bariletto si aggiungono un treno del rotismo proprio e un regolatore di velocità indipendente.
Questa architettura in parallelo garantisce che la suoneria non disturbi la marcia e l’autonomia dell’orologio. La carica regolare del bariletto della sveglia è quindi indispensabile per il corretto funzionamento della complicazione.
3. La lancetta della sveglia e il meccanismo di scatto
La lancetta della sveglia è generalmente coassiale con la lancetta delle ore e posizionata appena sotto, sul quadrante. Ciascuna è solidale con la propria ruota a cannone (ruota delle ore) rispettiva, impilate l’una sull’altra. La ruota a cannone della lancetta della sveglia è munita di un dito, mentre un foro corrispondente è praticato nella ruota a cannone delle ore.
Quando le due lancette si sovrappongono esattamente — cioè all’ora programmata —, il dito cade precisamente nel foro. A quel punto, la ruota a cannone della sveglia si sposta verticalmente, liberando così l’intero meccanismo di suoneria.
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4. La suoneria: martello, timbro e Carrure
Una volta attivato, il meccanismo libera l’energia del bariletto dedicato nel treno del rotismo. Questo rotismo gira ad alta velocità e comanda un martello con un ritmo oscillatorio rapido, regolato da una forma semplificata discappamento. La cadenza dei colpi determina il carattere sonoro della suoneria della sveglia.
A seconda delle costruzioni, questo martello colpisce un timbro — una lamella metallica solidale al movimento — oppure, in realizzazioni più semplici, direttamente l’interno della carrure. Il timbro produce un suono più melodioso e prolungato. Al contrario, la percussione diretta sulla Carrure genera un segnale più breve e secco, tuttavia spesso sufficiente a svegliare l’utilizzatore.
5. La regolazione della velocità di suoneria
Senza regolazione, il meccanismo consumerebbe l’energia del Bariletto in un Tempo molto breve e l’orologio suonerebbe troppo rapidamente. Per questo motivo un volano Regolatore è integrato nel Rotismo della Sveglia. Nella sua forma più semplice, questo volano è dotato di ali fisse che creano una resistenza aerodinamica, mantenendo così una cadenza di rotazione del Rotismo rallentata e regolare.
In costruzioni più elaborate, si ricorre a un volano a Inerzia variabile. Ad alta velocità, le ali si allontanano dall’Asse per effetto della forza centrifuga, aumentando la resistenza e rallentando il meccanismo. Al contrario, quando l’energia disponibile è scarsa, le ali si avvicinano al centro, riducendo la resistenza e lasciando accelerare il Rotismo. Questo dispositivo autoregolante garantisce così una durata di suoneria e una regolarità indipendenti dalle variazioni di energia del Bariletto.
6. La Corona di Regolazione e l’Interruttore della suoneria
La carica del bariletto e la regolazione dell’ora di scatto si effettuano generalmente tramite una corona dedicata, distinta dalla corona principale di ricarica e di messa all’ora. Questa corona funge, nella maggior parte delle costruzioni, anche da interruttore: spingendola o girandola verso una posizione definita, l’utente attiva o disattiva il suono della sveglia.
In alcune realizzazioni più elaborate, una lancetta supplementare indica la posizione dell’interruttore sul quadrante, segnalando chiaramente se l’orologio è in modalità sveglia o in modalità silenziosa. Questa indicazione visiva evita qualsiasi confusione durante la regolazione notturna.
7. Storia ed evoluzione
Il suono della sveglia è attestato già dal XV secolo sui primi orologi meccanici, dove serviva in particolare a chiamare le comunità monastiche alle funzioni. Costituisce quindi una delle primissime complicazioni della storia dell’orologeria, precedente persino alla visualizzazione dell’ora tramite lancette.
La sua integrazione nell’orologio da tasca, poi nell’orologio da polso, ha imposto una miniaturizzazione estrema di tutti i suoi componenti — in particolare del bariletto dedicato e del volano regolatore. Oggi, diverse manifatture dell’alta orologeria perpetuano questa tradizione.
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