CLESSIDRA AD ACQUA
La Clessidra ad acqua è uno strumento di misurazione del Tempo basato sullo scorrimento regolato di una quantità d’acqua (o anche di olio), tramite lo svuotamento o il riempimento di un recipiente. Il suo nome, dal greco klepsydra — «che ruba l’acqua» —, indica in origine una semplice ciotola forata alla base: la durata di un discorso o di un’arringa si misurava in base al tempo di svuotamento della ciotola, indipendentemente da qualsiasi flusso regolare, il che non ne fa propriamente un Orologio. La più antica Clessidra ad acqua conosciuta, una ciotola conica graduata scoperta a Karnak, risale al regno di Amenofi III, verso il 1400 a.C.
Il principale difetto della Clessidra ad acqua — la diminuzione della pressione, e quindi del flusso, man mano che il recipiente si svuotava — fu risolto verso il 270 a.C. dall’ingegnere greco Ctesibio di Alessandria, che mantenne un livello d’acqua costante mediante un sistema di vasi comunicanti e una valvola di troppo pieno, trasformando lo strumento in un vero e proprio Orologio ad acqua. Le Clessidre ad acqua più perfezionate furono poi realizzate dai Persiani e dai Cinesi, tra cui l’ingegnere Su Song, autore nel 1088 di un Tornio orario di oltre dieci metri a Kaifeng. Utilizzata di notte o in caso di maltempo, quando il Quadrante solare rimaneva muto, la Clessidra ad acqua rimase, fino all’ascesa dell’orologeria meccanica, uno dei pochi strumenti in grado di misurare il Tempo in modo continuo.
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