GNOMONE

Lo gnomone è uno strumento, non meccanico, la cui ombra, proiettata dal Sole, permette di seguirne il corso sulla volta celeste; nella sua forma più semplice, un’asta verticale piantata nel terreno. La sua ombra è la più corta, e orientata esattamente nord-sud, nell’istante del mezzogiorno solare vero — la direzione dell’ombra in ogni altra ora non indica invece il tempo che passa, contrariamente a un’idea diffusa. In gnomonica, la scienza delle meridiane, il termine « gnomone » designa specificamente l’indicatore delle meridiane antiche a ore temporarie; sulle meridiane moderne a ore equinoziali, si parla di « stile », il più delle volte orientato parallelamente all’asse terrestre (stile polare). Una meridiana, in origine, è uno gnomone associato a una tavola recante linee orarie; una meridiana la riduce alla sola linea del mezzogiorno.

Attestato già nel II millennio a.C. in Cina e a Babilonia, il gnomone fu perfezionato dai Greci: nel VI secolo a.C., Anassimandro di Mileto determinò gli equinozi bisecando l’angolo formato, sulla meridiana, dalle ombre solstiziali. Eratostene se ne servì per misurare l’obliquità dell’eclittica e poi, con lo stesso metodo applicato tra Alessandria e Siene, la circonferenza della Terra. A Roma, l’imperatore Augusto fece erigere nel 10 a.C. un obelisco egizio di oltre venti metri di altezza, ancora oggi visibile.

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