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1. Introduzione
Il guilloché è una tecnica di incisione consistente nell’incidere solchi molto fini con l’aiuto di una macchina che permette di ottenere una lavorazione precisa e regolare.
La tecnica più artigianale richiede una macchina per guilloché tradizionale, che permette di rimuovere materiale con l’aiuto di un bulino. Tutti i metalli preziosi possono essere guillochati, dall’oro di diversi tipi al platina, così come materiali più sorprendenti, come la madreperla. Una volta scelta la tecnica della linea retta, quella del tornio per guilloché o del tornio per tappezzeria, le regolazioni e l’eventuale matrice vengono poi effettuate in base al motivo e al materiale da lavorare.
Esistono tre categorie di macchine per guilloché secondo il tipo di lavoro da svolgere: il tornio per guilloché, che permette di realizzare decori circolari dove i solchi si incrociano e si intrecciano, la linea retta, che permette di realizzare una decorazione lineare, e il tornio per tappezzeria che permette di riprodurre un motivo geometrico o figurativo proveniente da una Matrice.
La qualità del Guilloché dipende dal rispetto di alcune condizioni: il Bulino deve essere regolato in funzione del materiale utilizzato e della profondità desiderata. Un’altezza corretta del Bulino è altrettanto essenziale per garantire la regolarità del motivo. Il pezzo deve essere posizionato in piano per permettere alla guida di rimanere a contatto con la superficie in modo uniforme su tutta la circonferenza.
Mestiere di tradizione, il Guilloché riprende spesso motivi antichi e classici. Ma il Guillocheur (incisore) può essere chiamato a rinnovare il genere, in particolare per rafforzare l’identità delle marche. Il suo talento richiede una buona conoscenza della meccanica e delle macchine che deve rinnovare e mantenere.
2. Il Guilloché (video)
3. Il Tornio per guilloché
Si tratta di una macchina azionata manualmente e destinata a incidere motivi geometrici concentrici. Il componente da incidere è disposto su un albero mobile guidato da una camma (talvolta chiamata rosetta). Il bulino è mantenuto in pressione contro il pezzo da guillochare, che gira seguendo il profilo della rosetta. Storicamente, il guilloché è una decorazione che si applica essenzialmente ai fondi delle casse così come ai quadranti.
(vedi il tornio per guilloché)
4. La linea retta
La linea retta è uno strumento meccanico tradizionale utilizzato nel guilloché per l’incisione di motivi geometrici lineari e ripetitivi su superfici metallici, in particolare i quadranti e le casse di orologi. Apparsa nel corso del XVIII secolo, questa macchina si basa su un sistema di camme, di leve e di carrelli che permettono lo spostamento controllato di un bulino lungo un piano rettilineo, mentre il pezzo da guillochare oscilla seguendo il profilo della camma.
(vedi la linea retta)
5. Motivi di guilloché
I motivi illustrati portano nomi molto diversi in base alla loro dimensione e alla loro forma:
- grani d’orzo
- grani di riso
- chiodi di Parigi
- cremagliera
- flinqué (guilloché a incisioni incrociate)
- flinqué alternato
- vecchio paniere
- paniere alternato
- paniere
- paniere circolare
- sole raggiante
- filettatura
- filetto
- onde
- drappeggio cangiante
- tessuto
- raggiera
- rosone
6. Il tornio per tappezzeria
Il tornio per tappezzeria è una macchina di guilloché meccanico, utilizzato per riprodurre motivi decorativi complessi sui quadranti o sui fondi di cassa. Questo strumento si distingue per la sua capacità unica di riprodurre fedelmente motivi figurativi incisi su una matrice, chiamati motivi tapisserie, che gli danno il nome.
(vedi il tornio per tapisserie)
7. Storia ed etimologia
Il guilloché è una tecnica di incisione in cavo molto antica che consiste nell’asportare materiale e nell’incidere solchi regolari e ripetitivi su un supporto metallico. L’obiettivo è ottenere solchi molto vicini tra loro o intrecciati, creando così un gioco di luce armonioso.
A differenza dell’incisione a mano, che permette di creare forme come paesaggi o animali, il Guilloché permette di incidere motivi precisi, ripetuti in modo identico. Il Guilloché è puramente decorativo; ha come unica funzione quella di emozionare e di procurare piacere.
Il Guilloché non nasce nell’orologeria; esisteva già prima ed era utilizzato su materiali come la Madreperla, il Legno o anche la porcellana. L’orologeria si è appropriata di questa tecnica già nel XVIII secolo per farne un elemento decorativo regolare e raffinato, riservato ai segnatempo più prestigiosi.
Le fonti divergono quanto all’origine della parola. La tecnica del Guilloché avrebbe preso il nome da un operaio, Guillot, che l’avrebbe «inventata». Questa affermazione è ripresa nel Dizionario della lingua francese redatto da Émile Littré (1801-1881) nel XIX secolo, che a sua volta la riprende dall’edizione del 1750 del Dizionario etimologico della lingua francese di Gilles Ménage (1613-1692), grande grammatico e storico della lingua francese.
Questa versione è ancora contestata nel XIX secolo. Il Dictionnaire étymologique de la langue française (8ª edizione), di Auguste Brachet (1845-1898), ci informa che «guillochare deriva da Guilloche, nome dell’inventore degli ornamenti chiamati guillochis».
Eugène Jaquet (1884-1951), storico dell’orologeria svizzera, scrive che è stato un certo François Guérint, di Ginevra, ad inventarlo, senza tuttavia precisare le sue fonti. Il guilloché è praticato a Ginevra intorno al 1670, cioè più di un secolo prima della sua nascita, afferma, il che sembra poco probabile.
Etimologicamente, «guillochare» è una parola del XVI secolo che deriverebbe dall’italiano ghiocciare («gocciolare», «sgocciolare»), esso stesso un incrocio di goccia («goccia») e di ghiotto (« goloso ») ; si suppone che ghiocciare abbia il senso di « decorare con linee intrecciate » per il significato architettonico che hanno il latino gutta, l’italiano goccia e il francese goutte.
Viene avanzata anche un’altra origine: la parola deriverebbe da guille (« bastone »), variante di quille dovuta alla forma degli ornamenti (Alain Rey, Dictionnaire historique de la langue française, Dictionnaires Le Robert, Parigi, 1992, 6ª edizione, 2022).
Applicato dapprima alla gioielleria, principalmente a oggetti e accessori femminili come portacipria, dorsi di specchi, ecc., il guilloché viene utilizzato già nel 1786 da Abraham-Louis Breguet (1747-1823), che è quasi certamente il primo a impiegarlo per i quadranti in metallo. Questa forma di decorazione ha i favori del maestro orologiaio, che la utilizza abbondantemente. I suoi motivi, universalmente riconoscibili, si chiamano, tra gli altri, «clou de Paris», «crémaillère», «flinqué», «grain d’orge», «grain de riz» o ancora «vieux panier». Sarà seguito da numerosi altri orologiai.
La tecnica del guilloché non appare come incisione libera sulle casse degli orologi prima del 1770 e resta molto rara prima del 1790.
Nel corso dei secoli, le macchine per guilloché si perfezionano, in particolare nel XVIII secolo, per lavorare i metalli preziosi. Questa tecnica conoscerà uno straordinario sviluppo durante tutto il XIX secolo.
Poi il guilloché conoscerà una lunga traversata del deserto. La formazione in guilloché scomparirà progressivamente a favore dell’incisione. Per decenni, il debole interesse per questo mestiere d’arte ha comportato un marcato declino dell’attività.
Contro ogni aspettativa, gli anni ’80 sono segnati da un timido ritorno d’interesse per questa tecnica secolare che va di pari passo con la rinascita dell’orologeria meccanica.
Dagli anni 2000, grandi marchi la fanno rivivere all’interno delle loro manifatture e orologiai indipendenti si interessano alla trasmissione di questo know-how. Nonostante la digitalizzazione, il guilloché resta una tecnica ancestrale che permette di creare pezzi unici. La macchina è quindi il prolungamento della mano del guillocheur (incisore), poiché è lui, in base alla sua sensibilità e alla sua esperienza, che esercita la pressione necessaria all’incisione al fine di evitare la minima irregolarità.
8. Metodo artigianale
Per il guilloché manuale, è il pezzo che si sposta davanti al bulino, che invece resta fisso, contrariamente alla fresatura, dove è un utensile rotante che si sposta lungo un pezzo.
Ogni pezzo guillochato a mano avrà la particolarità di rivelare la luminosità e di creare un’impressione di rilievo, dando così un effetto di volume.
Le aziende specializzate e gli artigiani guillocheur (incisori) sono oggi molto pochi. Il guilloché rientra nell’artigianato allo stato puro. Non esiste una scuola di formazione e le macchine necessarie non vengono più fabbricate.
Le marche di prestigio ricorrono a macchine antiche e molto rare che restaurano. I pezzi da guillochare sono particolarmente curati sul piano della planarità, al fine di evitare qualsiasi deformazione dei motivi. Sono inoltre lisciati e opacizzati con una pasta di finitura, per far risaltare il segno della guida durante il guilloché artigianale propriamente detto.
Il guilloché richiede qualità sia artistiche che tecniche, in particolare meccaniche. La complessità di questo lavoro e le abilità richieste limitano questo tipo di decorazione agli orologi di grande prestigio.
I torni per guilloché non vengono più fabbricati dagli anni ’60. Anche le macchine sono quindi vere e proprie pezzi da collezione. La macchina più antica ancora funzionante risale al 1770. Appartiene a un Guillocheur (incisore) indipendente che la manipola con attenzione.
Sono spesso gli artigiani stessi a riparare le proprie macchine quando si guastano. Il Guillocheur (incisore) mantiene una relazione stretta con la sua macchina.
9. Metodo industriale
Esistono due metodi industriali capaci di imitare i motivi di un Guilloché tradizionale. Il primo è possibile tramite lavorazione con l’aiuto di un centro a controllo numerico. Il motivo sarà quindi fresato e, nel migliore dei casi, diamantato. A volte saranno visibili tracce di lavorazione e la brillantezza ottenuta dal taglio del bulino è impossibile da riprodurre fedelmente. L’altro metodo consiste nel stamparela materia con una matrice lavorata a macchina o incisa a mano. Anche in questo caso, la brillantezza dei riflessi di un guilloché fatto a mano è impossibile da riprodurre.
Questi due metodi permettono di produrre grandi serie a costi minori. Rimangono tuttavia incomparabili a un guilloché a mano in termini di precisione e contrasti. L’uso del termine «guilloché» è a giusto titolo molto controverso, se non totalmente scorretto, quando il risultato è ottenuto con uno dei due metodi descritti sopra.
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