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1. Definizione e scopo della complicazione

L’orologio a doppio fuso orario visualizza simultaneamente l’ora di due luoghi distinti. Una delle due indicazioni rappresenta l’ora locale. L’altra rappresenta un’ora di riferimento scelta dall’utente.

Questa complicazione risponde a un’esigenza nata con i trasporti moderni. I viaggiatori, i piloti, i marinai e i professionisti internazionali consultano regolarmente due ore diverse. L’orologio a doppio fuso evita loro qualsiasi calcolo mentale.

La complicazione non integra dati geografici. Non identifica i fusi orari con il loro nome. Visualizza semplicemente due indicazioni sfalsate di un numero intero di ore, regolato manualmente.

Si distingue fondamentalmente dall’orologio a ora universale. Quest’ultimo visualizza l’ora dei ventiquattro fusi orari. Gli orologi a ora universale saranno trattati in un documento separato.

2. I fusi orari: base astronomica

La terra effettua una rotazione completa su se stessa in ventiquattro ore. Questo movimento produce l’alternanza del giorno e della notte. È all’origine del concetto di fuso orario.

La superficie terrestre è divisa in ventiquattro fusi orari teorici. Ogni fuso corrisponde a quindici gradi di longitudine. L’ora legale differisce di un’ora intera tra due fusi adiacenti.

Questa divisione è una convenzione internazionale stabilita nel 1884. La Conferenza di Washington ha adottato il meridiano di Greenwich come riferimento. Questo meridiano definisce la longitudine zero del pianeta.

In pratica, i confini dei fusi non seguono i meridiani. Le suddivisioni politiche e geografiche li deviano considerevolmente. Uno stesso paese può coprire più fusi con un’unica ora legale.

Alcuni Stati applicano scarti di trenta o quindici minuti. Questi quarti di fuso o mezzi fusi esistono in India, in Iran e nell’Australia centrale. Costituiscono casi particolari nella gestione dei fusi orari.

3. I riferimenti GMT e UTC

Il Tempo Coordinato Universale (UTC) è il riferimento orario mondiale. Dal 1972 sostituisce il tempo medio di Greenwich, detto GMT. Le due abbreviazioni sono utilizzate indifferentemente nella letteratura orologiera, sebbene la denominazione GMT debba essere considerata erronea a partire dal 1972.

L’UTC è mantenuto da orologi atomici dell’Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure. La sua precisione è dell’ordine del nanosecondo. Serve come riferimento per la navigazione, l’aviazione e le telecomunicazioni.

Ogni fuso orario è definito dal suo scarto rispetto all’UTC. Parigi è a UTC+1 in inverno e UTC+2 in estate. New York è a UTC−5 in inverno e UTC−4 in estate.

4. Le varianti di visualizzazione del secondo fuso

4.1 La lancetta coassiale 24 ore

La lancetta oraria del secondo fuso orario coassiale ruota in 24 ore sul quadrante principale. La sua indicazione è immediata e leggibile a colpo d’occhio. È la soluzione più diffusa nella produzione orologiera.

Richiede una graduazione di 24 ore visibile sul cerchietto del quadrante o sulla lunetta della cassa. Una zona più scura di questa graduazione è generalmente presente per identificare le ore notturne (tra le 18 e le 6).

Il rotismo che aziona la lancetta del secondo fuso orario deriva dal rotismo delle ore. Il suo rapporto di riduzione è di 1:2 rispetto alla lancetta oraria. Questo treno supplementare è semplice, poco ingombrante e il suo consumo energetico è trascurabile.

La forma e/o il colore della lancetta del secondo fuso orario la distinguono dalle altre lancette.

La lettura è immediata. La lancetta del secondo fuso orario indica l’ora del secondo fuso sulla graduazione di 24 ore. A volte, la zona del quadrante interessata è indicata da una colorazione sfumata a seconda che sia giorno o notte in quel fuso.

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4.2 La visualizzazione 12 ore con indicatore giorno/notte

A volte la visualizzazione del secondo fuso orario avviene su un ciclo di dodici ore. Al centro come nell’esempio precedente o su un piccolo quadrante riportato autonomo che visualizza il secondo fuso orario con le proprie lancette. La sua leggibilità è minore rispetto a una visualizzazione al centro. Questo tipo di visualizzazione ruota generalmente su dodici ore. Poiché non fa distinzione tra le ore diurne e notturne, è generalmente completato da un indicatore giorno/notte a finestrella, evitando così qualsiasi confusione spiacevole.

Secondo fuso orario su 12 h al centro con indicatore giorno/notte a finestrella (6 h)

Secondo fuso orario su 12 h eccentrico (6 h) con indicatore giorno/notte a finestrella (6 h)

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4.3 La finestrella dell’ora

Alcuni calibri visualizzano il secondo fuso in una Finestrella numerica. Un Disco che riporta le cifre da 0 a 23 avanza a scatti di un’ora o in modo trascinante. L’indicazione è chiara e senza ambiguità di lettura.

Questa soluzione è compatta e non appesantisce il Quadrante. È adatta ai Movimenti con spazio disponibile limitato o che visualizzano un gran numero di informazioni.

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5. La correzione del secondo fuso tramite la Corona

La correzione del secondo fuso deve spostare la Lancetta del secondo Fuso orario a passi di un’ora. Deve essere possibile senza fermare l’orologio. I minuti devono rimanere invariati ad ogni correzione.

La correzione tramite la corona è la soluzione più semplice. La Corona viene estratta in una posizione intermedia. La sua rotazione fa avanzare o retrocedere la Lancetta del secondo Fuso orario ora per ora.

La progettazione della corona a più posizioni è una sfida meccanica precisa. Ogni posizione della corona deve pilotare una funzione distinta e implica una costruzione specifica a questa complicazione.

 

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6. La correzione tramite pulsante/i

La correzione tramite pulsante è più rapida della correzione tramite corona. Un pulsante nella carrure fa avanzare la lancetta delle ore del secondo fuso orario di un’ora ad ogni pressione. Un secondo pulsante permette l’arretramento.

Il meccanismo interno si basa su un dispositivo a cricchetto e a stella. Ogni pressione fa avanzare o arretrare la stella di un passo. La stella sposta la lancetta delle ore del secondo fuso orario di esattamente un’ora.

La possibilità di correggere in entrambi i sensi è preziosa. Facilita i viaggi est-ovest quanto i viaggi ovest-est. Evita di dover fare il giro completo delle 24 ore per ottenere un arretramento di un’ora.

Un girocollo immobilizza la stella tra due pressioni successive. Questa molla garantisce che la lancetta delle ore del secondo fuso orario si fermi esattamente su ogni ora.

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7. Il cambio dell’ora stagionale

Il cambio dell’ora stagionale impone una correzione manuale dell’ora su due fusi orari. Questo cambiamento è di un’ora, in un senso o nell’altro, a seconda del calendario di ciascun paese.

Salvo rare eccezioni, un orologio meccanico non integra automaticamente questo cambiamento. L’utilizzatore deve correggere uno dei due fusi orari visualizzati. Il meccanismo di salto dell’ora rende questa correzione rapida e precisa.

La situazione si complica quando i due fusi orari corrispondono a regioni con calendari diversi. Il giorno del cambio dell’ora varia a seconda dei paesi. Alcuni paesi, come il Giappone, non applicano alcun cambiamento stagionale.

8. Regolazione iniziale e utilizzo pratico

La regolazione iniziale di un orologio a doppio fuso avviene in due fasi. La prima consiste nel regolare le lancette principali sull’ora locale. La seconda consiste nel posizionare il secondo fuso sull’ora di riferimento desiderata.

Lo scarto tra i due fusi orari è determinato in anticipo dall’utilizzatore. Corrisponde alla differenza di ore tra i due luoghi scelti. Questo scarto rimane fisso finché l’utilizzatore non lo modifica.

Durante un viaggio verso est, l’ora avanza. L’utente deve decidere se correggere le lancette principali o il secondo fuso orario. Questa decisione dipende dalla convenzione d’uso scelta e dalla costruzione del meccanismo.

La correzione delle lancette principali senza disturbare la regolazione dei minuti è un requisito importante. La maggior parte dei movimenti consente questa correzione ora per ora, con i minuti che restano invariati.

Una tabella degli scarti orari rispetto all’UTC è uno strumento utile.

9. Storia ed evoluzione della complicazione

L’esigenza di indicare due orari simultaneamente è nata con i viaggi a lunga distanza. I primi orologi marini del 18° secolo conservavano l’ora del meridiano d’origine per il calcolo della longitudine. Questa ora di bordo era distinta dall’ora locale della nave.

I primi orologi da tasca a doppia indicazione oraria sono apparsi nella seconda metà del 19° secolo. Il loro sviluppo è contemporaneo allo sviluppo della ferrovia e alla normalizzazione dei fusi orari.

L’orologio da polso a due fusi orari si è sviluppato a partire dagli anni ’50. La crescita dell’aviazione commerciale ha creato una domanda tra i piloti e gli equipaggi di linea. Le manifatture orologiere svizzere hanno risposto a questa domanda già in quel periodo.

I decenni successivi hanno visto il moltiplicarsi delle architetture di visualizzazione. Lancetta del secondo fuso orario coassiale, finestrella numerica, quadrante riportato: ogni fabbricante ha esplorato soluzioni diverse. La produzione contemporanea copre l’insieme di questi approcci.

Oggi, l’orologio a doppio fuso orario è una delle complicazioni da viaggio più diffuse. La sua presenza in tutte le fasce di prezzo — dalla produzione industriale all’alta orologeria — testimonia la sua duratura pertinenza funzionale.

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