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1. Storia
L’invenzione dello scappamento a riposo (detente) è attribuita a Pierre Le Roy verso il 1748, sebbene il suo sviluppo sia stato perfezionato da Thomas Earnshaw e John Arnold nel corso del XVIII secolo. Questi orologiai si inseriscono in una ricerca di precisione dettata dalle esigenze della navigazione marittima, in un’epoca in cui la determinazione esatta della Longitudine rappresentava una sfida strategica fondamentale.
Lo scappamento a riposo (detente) si è rapidamente imposto come una scelta privilegiata per i cronometri di marina, grazie alla sua interferenza molto bassa con il bilanciere. Utilizzato fino all’inizio del XX secolo, oggi è raro nell’orologeria moderna, sebbene alcuni artigiani contemporanei lo utilizzino ancora per pezzi d’eccezione.
2. Descrizione
Figura 1
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Lo Scappamento a riposo (detente) è il primo scappamento libero ad essere stato sviluppato. Isolando la ruota di scappamento durante il suo riposo, il bilanciere può compiere il suo arco supplementare essendo libero da qualsiasi contatto e attrito con un elemento dello scappamento. Si tratta di uno scappamento a un colpo perso, poiché un solo impulso per oscillazione viene trasmesso al bilanciere.
La ruota di scappamento conta generalmente 15 denti ed è realizzata in oro o addirittura in ottone o in alpacca.
la detente serve al riposo della ruota di scappamento. È in acciaio e dotata di una molla sottile che permette il disingaggio della ruota di scappamento. Questa molla è in oro per opporre la minor resistenza possibile all’alzata di disingaggio – e quindi al bilanciere – durante l’alternanza muta.
esistono due tipi di costruzione della detente: la detente a molla la cui parte assottigliata funge da molla (come descritta qui). La detente imperniata è montata su un asse imperniato e mantenuta in appoggio contro il suo arresto da una molla.
3. Funzionamento
il funzionamento dello scappamento a riposo (detente) può essere suddiviso in cinque fasi che si svolgono immancabilmente secondo lo stesso ciclo ad ogni oscillazione del bilanciere. Queste cinque fasi sono:
- Il riposo (arco supplementare discendente)
- Il Disingaggio
- L’Impulso
- La Caduta
- L’alternanza muta
1. Il riposo (arco supplementare discendente)
Durante questa fase, il bilanciere effettua liberamente il suo arco supplementare discendente senza avere il minimo contatto con la molla di riposo (detente) e la ruota di scappamento. La ruota di scappamento è quindi mantenuta ferma dall’alzata di riposo (Figura 2).
Figura 2
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2. Il Disingaggio
La fase di disingaggio inizia quando l’alzata di disingaggio entra in contatto con la molla d’oro, la quale comincia a sollevare il riposo (Figura 3).
Figura 3 (inizio del disingaggio)
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Termina quando l’alzata di riposo del riposo, sollevata dall’alzata di disingaggio, libera il dente della ruota di scappamento (Figura 4).
Figura 4 (fine del disingaggio)
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3. L’impulso
In seguito al disingaggio, la ruota di scappamento viene liberata. Uno dei suoi denti raggiunge il piattello ed entra in contatto con l’alzata d’impulso, trasmettendo la sua energia al bilanciere (Figura 5).
Figura 5
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4. La caduta
Quando l’alzata di disingaggio libera la molla in oro e il fermo, il fermo, richiamato dalla sua molla, ricade a contatto con il proprio fermo di arresto. Un dente della ruota di scappamento arriva quindi a contatto con l’alzata di riposo. È la caduta (Figura 6). Il bilanciere effettua quindi il suo arco supplementare ascendente.
Figura 6
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5. L’Alternanza muta
Una volta effettuato il suo arco supplementare, il bilanciere inizia un’alternanza completa senza ricevere alcun impulso (colpo perso). Durante questa fase, il rovescio curvo dell’alzata di disingaggio entra brevemente in contatto con la molla in oro la cui debole tensione disturba solo in modo trascurabile l’alternanza muta del bilanciere (Figura 7).
Figura 7
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Nota:
Per una visione completa del funzionamento dello scappamento a riposo (detente), fare riferimento alle due animazioni presenti in cima a questa pagina.
4. Vantaggi e svantaggi
Vantaggi
- Alta precisione cronometrica : l’assenza totale di attrito durante l’arco supplementare del bilanciere favorisce un eccellente isocronismo.
- Impulso diretto : l’energia viene trasmessa in modo più efficiente rispetto a uno scappamento ad ancora svizzera.
- Libertà del bilanciere : il bilanciere oscilla liberamente per gran parte del suo ciclo, riducendo le perturbazioni meccaniche.
Svantaggi
- Estrema sensibilità agli urti : una Caduta o uno scossone può far scattare il riposo (detente) o provocare un Disingaggio intempestivo, rendendo lo Scappamento poco affidabile in condizioni di uso attivo.
- Complessità di fabbricazione e di regolazione : il montaggio e la regolazione richiedono una competenza rara, il che ne limita l’uso a orologi di altissima gamma o sperimentali.
- Scarsa adattabilità al polso : la sua sensibilità lo rende difficile da adattare agli orologi da polso comuni, riservandolo quasi esclusivamente a strumenti fissi (come i cronometri da marina) o a pezzi da collezione.
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